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Curiosità

Tecnologia e solitudine: un sondaggio rivela un collegamento

Un sondaggio realizzato dall’Australian Relationship Queensland rivela che tra tecnologia e solitudine esiste un collegamento. Il risultato è il seguente: il 42% degli intervistati che ha dichiarato di utilizzare almeno quattro strumento di comunicazione web (Facebook, Twitter, blog, email) ha lamentato di essersi sentito solo nell’ultimo periodo, rispetto all’11% che invece ha dichiarato di utilizzare un solo di questi strumenti.


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Curare le fobie con il virtuale

Curare fobie, ansie e ossessioni attraverso la realtà virtuale. E’ questa l’ultima importante conquista ottenuta dalle nuove tecnologie. Il ricercatore Willem-Paul Brinkman della Delft University of Tecnology, ha messo a punto un programma, denominato VRET (Virtual Reality Exposure Therapy), che si pone come obiettivo principale, il trattamento e la risoluzione di numerosi disturbi d’ansia. Il vantaggio della VRET risiede nella sua possibilità di applicazione in diversi ambiti: dall’ansia generalizzata, alla paura di volare, dalla claustrofobia sino ai disturbi quali la sociofobia.
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Bottiglie simulate per smettere di bere

Un recente studio condotto da Patrick Bordnick, docente di scienze comportamentali presso lo UH Graduate College of Social Science, ha dimostrato che l’uso della realtà virtuale, di ambienti simulati, possono costituire un adeguato terreno di sperimentazione per i pazienti che tentano di svincolarsi dai problemi di dipendenza. Le aspettative dello studioso nei confronti di suddetta terapia scaturiscono da un esperimento condotto su 40 alcolisti che non si sottoponevano ad alcun tipo di cura. Essi, con indosso un casco, sono stati guidati nella simulazione di un evento mondano, in un bar, ad una festa dove gli era consentito accedere ad ogni tipo di bevanda, etc.

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Un mouse per ipocondriaci

Forse non sarà proprio il modo migliore per farlo ed alcuni medici potrebbero anche storcere il naso, ma per coloro che passano molte ore davanti al computer e sono costantemente agitati o per chi tenere sotto controllo la propria pressione sanguigna è di importanza fondamentale è oggi possibile farlo anche davanti al PC, utilizzando l’MDmouse.
Esso, nella parte superiore, presenta un piccolo incavo, da cui l’utente può sollevare un mini-bracciale gonfiabile, dove è possibile inserire il dito per iniziare la misurazione. Comportandosi esattamente come una fascia tradizionale, il piccolo ditale inizia a gonfiarsi intorno al dito per tornare, dopo l’insufflazione, alle dimensioni di partenza. Il sensore in esso integrato percepisce i toni arteriosi, misurando, così, i valori di pressione sistolica e diastolica.


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La realtà virtuale manda in fumo la voglia di sigarette

Ancora un altro successo della realtà virtuale nel campo della promozione e della diffusione del benessere, questa volta ottenuto in un aspetto che tocca da vicino milioni di persone: il tabagismo. Sulla rivista Cyberpsychology and Behavior sono stati illustrati i risultati di una ricerca che testimoniano non soltanto che l’utilizzo della realtà virtuale rappresenta un ottimo sostegno per chi desidera smettere di fumare ma che perfino la scelta degli oggetti presenti nello scenario virtuale esercita un’influenza notevole.
Nello specifico il campione di soggetti, costituito da 91 “fumatori incalliti” sia uomini che donne, è stato sottoposto ad una serie di sessioni terapia virtuale (On the Road to Quitting: Guide to Becoming a Non-Smoker ) unitamente ad un sostegno psicosociale. Tutte le persone coinvolte, nel corso delle sessioni di cybertherapy, dovevano interagire all’interno di un ambiente virtuale che offriva la possibilità non solo di muoversi in uno scenario ben preciso, ma anche di potere toccare una vasta gamma di oggetti attraverso l’utilizzo di un controller con tecnologia wireless; al gruppo sperimentale veniva richiesto di trovare, tra i vari oggetti, delle sigarette e di spezzarle, mentre al gruppo di controllo veniva chiesto di prendere al volo delle palline da tennis.

 


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