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Le nuove tecnologie cambiano persino il rapporto con la morte, muta il concetto di lutto, il modo di viverlo e di affrontarlo. Come lasciare una traccia di sé dopo la propria morte? Come assicurarci che, una volta scomparsi, i nostri cari riceveranno i messaggi che destiniamo loro? Come aiutare chi rimane a superare il lutto? Paul, Vincent e Pierre Olivier rispondono a tali quesiti con la creazione di ‘La vie d’apres’, un sito internet che consente di trasmettere, dopo la propria morte, messaggi, foto e video ai propri cari. Si supera il concetto di eredità inteso in termini strettamente materialistici, permettendo al defunto di lasciare ai posteri messaggi d’affetto e racconti della propria vita. Si pensa, poi, ad una sorta di ‘cassaforte digitale’, che conservi copie di documenti (testamento, atti di proprietà , polizze assicurative, ma anche le password d’accesso ai social network o alla posta elettronica di chi passa a miglior vita, di modo che dopo la morte possano essere disattivati e non diventino profili fantasma). Ciò, in definitiva, permette al defunto di creare, insieme ad un patrimonio digitale, l’immagine di sè che intende lasciare, sdrammatizzando, al contempo l’argomento.
La narrazione pare, abbia, inoltre, un potere curativo in chi scrive, in quanto permette di mettere in scena retrospettivamente i propri ricordi, dando origine ad una visione introspettiva di ciò che si è fatto nella vita, con beneficio di ricordare chi siamo, ritessere la trama della propria esistenza, rimaneggiare e ritualizzare momenti particolarmente cupi o problematici, rinnovare il rapporto con sé stessi e gli altri attraverso forme intimistiche di conoscenza quali desiderio, paura, mistero, e dolore. Si tenta, inoltre, di far fronte alla nostalgia che, chi rimane sulla terra, sperimenta nei confronti della persona cara.
Essa può, infatti, cristallizzarsi in una forma di idealizzazione del passato con conseguente svalutazione ed inerzia del futuro o, di contro, trasformarsi in un sentimento al tempo stesso consolatorio e protettivo poiché se è vero che un momento del passato è trascorso per sempre, un ricordo conservato e condiviso è un patrimonio di dolcezza che ci apparterrà per sempre, una parte del filo ininterrotto della nostra esperienza di vita su cui può fondarsi, senza arenarsi, il senso della nostra storia personale.
“Rimare in contatto coi morti”, è oggetto anche della fantasia di Ishinokoe, produttore giapponese di lapidi il quale ha pensato munire le pietre tombali (presto in vendita a circa 10000 $) di una sorta di codice a barre che, collegato al cellulare, permetta ai parenti del defunto di scaricare foto ed informazioni riguardanti la persona sepolta.
REDATTRICE OPT
Dott.ssa Giada Pietrabissa Fonte: Il Giornale.it
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